Rifare il sito web senza perdere il posizionamento su Google: checklist completa per redirect e migrazione

Vincenzo Katriel Giuva27 ottobre 20263 min di lettura
Rifare il sito web senza perdere il posizionamento su Google: checklist completa per redirect e migrazione

Rifare il sito è una delle operazioni più rischiose per il posizionamento: ho visto attività perdere in una notte posizioni costruite in anni, solo perché nessuno aveva pensato ai vecchi indirizzi delle pagine. Con un metodo chiaro, invece, il nuovo sito parte da dove era arrivato il vecchio e in poche settimane lo supera. Ecco la checklist che uso in ogni restyling o migrazione.

Prima di iniziare: fotografa la situazione

  • Elenco di tutte le pagine del sito attuale (dalla sitemap, da Search Console e con una scansione).
  • Pagine che portano traffico: in Search Console, report Rendimento, ultimi 12 mesi. Sono le pagine da trattare con più cura.
  • Parole chiave posizionate e pagine corrispondenti.
  • Backlink: quali siti ti collegano e a quali pagine.
  • Accessi a dominio, hosting, DNS, email, Google Business, Search Console, Analytics. Senza questi, la migrazione si blocca.

La mappa dei redirect

È il cuore della migrazione. Per ogni vecchio indirizzo (URL) decidi dove andrà nel nuovo sito e imposta un redirect 301 (permanente). Se cambi struttura, la pagina "/i-nostri-servizi/impianti.html" deve portare a "/servizi/impianti-elettrici", non alla home. Redirect tutti verso la home è l'errore più comune e Google lo tratta come una pagina sparita.

Contenuti: migliora, non cancellare

Le pagine che funzionano vanno conservate e migliorate, non riscritte da zero per gusto. Mantieni titoli e argomenti che portano traffico, aggiorna testi datati, aggiungi immagini ottimizzate, FAQ e dati strutturati. Se elimini una pagina, chiediti dove mandare chi la cercava.

Dominio, DNS ed email

Se cambi hosting, pianifica il cambio DNS in un orario di basso traffico e abbassa il TTL qualche giorno prima. Le email vanno migrate prima del sito, con test di invio e ricezione: un'azienda può sopravvivere un giorno senza sito, non senza posta.

Migrare da Wix, Jimdo o altre piattaforme chiuse

Queste piattaforme non permettono di esportare il sito: testi e immagini vanno recuperati manualmente o con strumenti dedicati, e le pagine ricreate. I redirect si impostano sul nuovo sito, quindi serve trasferire il dominio prima della messa online. Il vantaggio è che smetti di pagare un canone per un sito che non è tuo.

Il giorno della messa online

  • Verifica che il nuovo sito risponda su https e che http reindirizzi a https.
  • Controlla a campione i redirect delle pagine più importanti.
  • Invia la nuova sitemap in Search Console e Bing Webmaster Tools.
  • Controlla che robots.txt non blocchi nulla (succede quando si dimentica il blocco usato in anteprima).
  • Aggiorna link nella scheda Google, sui social e nelle firme email se gli indirizzi sono cambiati.

Le settimane successive

Per 4-8 settimane monitora in Search Console il report Pagine: errori 404 (pagine non trovate) sono vecchi indirizzi senza redirect. Il calo temporaneo di impressioni è normale per qualche giorno; se dura settimane, qualcosa è stato dimenticato. Controlla anche velocità e Core Web Vitals: il nuovo sito dovrebbe essere più veloce del vecchio, non più lento.

Quando il sito è stato violato

Se il vecchio sito è stato compromesso (malware, spam, pagine strane in giapponese nei risultati), la migrazione va fatta con un'attenzione in più: recuperare solo contenuti puliti, non riportare plugin e codice infetti, chiedere a Google la rimozione delle pagine di spam. Come perito informatico forense gestisco questi casi documentando l'accaduto, utile anche per assicurazione o denuncia.

In sintesi

Fotografa, mappa i redirect, conserva ciò che funziona, migra email e dominio con calma, verifica il giorno della messa online, monitora dopo. Un restyling fatto così costa da 299 € e non fa perdere un cliente. Se vuoi un'analisi gratuita del tuo sito attuale, contattami.

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