Creare un sito web con l'intelligenza artificiale: quando basta e quando serve un professionista

Vincenzo Katriel Giuva24 ottobre 20266 min di lettura
Creare un sito web con l'intelligenza artificiale: quando basta e quando serve un professionista

Quasi ogni settimana qualcuno mi mostra un sito "fatto in cinque minuti con l'intelligenza artificiale" e mi chiede se va bene così. La risposta onesta è: dipende da cosa deve fare quel sito. I generatori AI sono strumenti utili, e io stesso uso l'intelligenza artificiale nel lavoro. Ma producono una cosa precisa, con limiti precisi. Qui spiego cosa fanno bene, dove si fermano e come capire in quale caso sei.

Cosa fanno davvero i generatori di siti con AI

Gli strumenti più diffusi (i builder dei grandi provider di hosting, Wix, Hostinger, Durable, Framer e simili, oltre ai modelli linguistici che generano codice) partono da una descrizione dell'attività e producono in pochi minuti una struttura di pagine, testi generici, immagini di repertorio e una grafica da template. Il risultato è presentabile e, per molti, sorprendente. Dal punto di vista tecnico è un sito costruito dentro una piattaforma chiusa, con testi scritti per sembrare giusti più che per essere veri.

Dove bastano

  • Un progetto temporaneo: un evento, una raccolta di contatti, un'idea da testare per un mese.
  • Un biglietto da visita senza obiettivi di ricerca: chi arriva al sito già ti conosce (passaparola, social, un link sul biglietto) e deve solo trovare orari e telefono.
  • Zero budget e una scadenza domani: meglio un sito AI che nessun sito, a patto di sapere che è provvisorio.
  • Un portfolio personale senza esigenze legali particolari.

Dove non bastano, e perché

Farsi trovare su Google

I testi generati sono simili a quelli di migliaia di altri siti dello stesso settore. Google premia contenuti specifici: la tua zona, i tuoi servizi reali, le domande che fanno i tuoi clienti. Un generatore non conosce niente di tutto questo e produce frasi come "offriamo soluzioni di qualità per ogni esigenza". Per posizionarsi servono pagine pensate per ricerche precise, come spiego nella guida alla SEO locale.

Proprietà e portabilità

Il sito vive dentro la piattaforma. Se smetti di pagare sparisce, se vuoi cambiare fornitore non lo puoi esportare, e spesso il dominio è legato al piano. Dopo due o tre anni di canoni si è pagato più di un sito professionale, senza possederlo.

Privacy, cookie e obblighi di legge

Molti builder inseriscono script di tracciamento e un cookie banner generico che non riflette ciò che il sito fa davvero. L'informativa privacy generata "per sembrare completa" spesso cita trattamenti inesistenti e ne dimentica altri. Chi raccoglie richieste di contatto, prenotazioni o dati sanitari risponde in prima persona davanti al Garante, non la piattaforma.

Testi inventati

I modelli linguistici completano le frasi con ciò che è plausibile. Ho visto siti generati che promettevano certificazioni mai ottenute, "20 anni di esperienza" a chi ha aperto da due e recensioni mai scritte da nessuno. Per un professionista, un medico o un avvocato è un rischio deontologico, oltre che di credibilità.

Velocità e dettagli tecnici

I template generici caricano librerie che non servono, immagini pesanti e animazioni che da telefono rallentano. Google misura tutto questo, e i clienti lo sentono.

Come uso io l'intelligenza artificiale nei siti che realizzo

Non sono contrario agli strumenti: li uso per velocizzare la stesura delle bozze, per proporre varianti di titoli, per generare il codice ripetitivo, per testare l'accessibilità. La differenza è che ogni testo viene riscritto sui fatti dell'attività, ogni pagina è progettata per una ricerca reale, il codice è pulito e di proprietà del cliente, e la parte legale è fatta a mano. L'AI riduce i tempi, non sostituisce il lavoro di capire cosa serve a un negozio di Varese o a uno studio di Milano.

Un caso concreto

Un artigiano della provincia di Como aveva un sito generato da un builder AI: bello da vedere, zero contatti in otto mesi. Cercando il suo mestiere con il nome del paese, il sito non compariva nemmeno in terza pagina; i testi parlavano di "soluzioni innovative" e non citavano mai i servizi che faceva davvero né i comuni in cui lavorava. Abbiamo rifatto il sito con una pagina per ogni servizio, i paesi serviti, foto dei lavori reali e la scheda Google collegata. Le prime chiamate sono arrivate in sei settimane. Il sito costa meno del canone che pagava prima, ed è suo.

Quanto costa un sito professionale rispetto a un sito AI

Un builder con AI costa in genere da 10 a 40 € al mese, cioè 120-480 € l'anno, per sempre, senza possedere nulla. Un sito vetrina professionale parte da 299 € una tantum con dominio, hosting, email e HTTPS inclusi il primo anno; dal secondo anno restano solo dominio e hosting, o la manutenzione da 190 € l'anno se preferisci non occupartene. Nel medio periodo il sito professionale costa meno, oltre a funzionare meglio.

Come capire in quale caso sei

  1. I clienti devono trovarti su Google cercando il servizio e la zona? Allora serve un sito progettato per quelle ricerche.
  2. Raccogli dati personali (richieste, prenotazioni, pazienti)? Allora serve una parte legale fatta sul serio.
  3. Vuoi che il sito sia tuo tra tre anni? Allora niente piattaforme chiuse.
  4. Nessuna delle tre? Un generatore AI può bastare, almeno per ora.

Cosa controllare se hai già un sito generato con l'AI

Se un sito AI ce l'hai già, non devi buttarlo domani: puoi verificarlo in un'ora. Leggi ogni frase dei testi e chiediti se è vera e se la diresti a un cliente di persona: elimina ogni promessa che non puoi mantenere e ogni "anni di esperienza" non corrispondenti. Cerca su Google il tuo servizio con il nome della città e guarda in che pagina compari: se non ci sei, i testi vanno riscritti sulle ricerche reali. Apri gli strumenti del browser e guarda quali script carica la pagina prima del consenso ai cookie: se partono statistiche o pixel pubblicitari, il banner è solo decorativo. Verifica chi è intestatario del dominio: se risulta la piattaforma, chiedi subito il trasferimento a tuo nome. Infine prova il sito da un telefono con rete mobile, non dal Wi-Fi dell'ufficio: se ci mette più di tre secondi a comparire, i clienti se ne sono già andati. Con queste cinque verifiche sai se tenere il sito così com'è, sistemarlo o rifarlo.

Il compromesso che funziona: AI per la velocità, persona per la sostanza

La soluzione che propongo spesso a chi ha pochi mezzi non è "tutto a mano" né "tutto generato": è un sito progettato da una persona sulle ricerche e sui fatti dell'attività, con l'intelligenza artificiale usata per accelerare la produzione dei contenuti che poi vengono controllati riga per riga. Il costo resta quello di un sito vetrina da 299 €, i tempi sono di una settimana, e il risultato è un sito che dice cose vere, che Google capisce e che appartiene a chi lo ha pagato.

Domande frequenti

Posso partire con un sito AI e passare dopo a uno professionale?

Sì, ma raramente si recupera qualcosa: testi e struttura vanno rifatti e il dominio, se registrato tramite la piattaforma, va trasferito. Conviene almeno registrare il dominio a proprio nome fin dall'inizio.

Google penalizza i testi scritti con l'AI?

Google dichiara di valutare l'utilità del contenuto, non lo strumento con cui è scritto. In pratica i testi generici, uguali a mille altri, non si posizionano; quelli specifici e utili sì, comunque siano stati scritti.

Un sito AI è sicuro?

La piattaforma gestisce aggiornamenti e server, e questo è un vantaggio. I rischi sono altri: script di terze parti inseriti senza controllo, moduli che inviano dati a servizi fuori UE, informative non conformi.

Se vuoi un parere sul tuo sito attuale, generato o no, mandami l'indirizzo: lo analizzo gratuitamente e ti dico se conviene tenerlo, sistemarlo o rifarlo. Scrivimi o richiedi un preventivo.

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